Ogni percorso nasce dall’ascolto della situazione di partenza, degli obiettivi, delle difficoltà e delle esperienze già vissute.
Il lavoro procede attraverso priorità chiare, strategie personalizzate e verifiche nel tempo, per comprendere cosa sta funzionando, cosa richiede un cambiamento e quali passi affrontare successivamente.
Non si tratta di applicare una soluzione uguale per tutti, ma di costruire un percorso condiviso, nel quale il confronto e la partecipazione attiva della persona sono parte essenziale del risultato.
Il metodo parte dalla comprensione del punto di partenza: abitudini, obiettivi, difficoltà, esperienze precedenti e contesto in cui il percorso dovrà essere applicato.
Da qui vengono definite priorità concrete e verificabili. Indicazioni, strumenti e strategie non vengono scelti in anticipo, ma costruiti in funzione di ciò che emerge e modificati nel tempo quando necessario.
Il lavoro prende in considerazione:
Contesto, abitudini e situazione di partenza;
Obiettivi concreti e verificabili;
Difficoltà che emergono nella vita reale;
Feedback e risposte osservate durante il percorso;
Verifiche e adattamenti progressivi.
Il metodo non consiste quindi nell’applicare lo stesso strumento a situazioni diverse, ma nel capire quale intervento abbia senso in quel momento e verificarne concretamente l’utilità.
Il percorso non parte dalla prescrizione di una soluzione, ma dalla raccolta e dall’interpretazione delle informazioni necessarie per capire dove intervenire.
La prima consulenza serve a ricostruire il contesto, chiarire gli obiettivi e comprendere le difficoltà presenti. È anche il momento in cui valutiamo se il percorso proposto è realmente adatto alla situazione.
La Mappa di partenza permette di raccogliere informazioni su abitudini, organizzazione quotidiana, allenamenti quando presenti, sensazioni e difficoltà ricorrenti. Serve a lavorare su dati e situazioni concrete, non soltanto su ciò che si riesce a ricordare durante l’incontro.
Le informazioni raccolte vengono utilizzate per individuare ciò che richiede maggiore attenzione e stabilire quali aspetti affrontare per primi. La strategia cambia in base alla persona, agli obiettivi e al tipo di percorso: Performance PRO e Performance LIFE condividono il metodo di lavoro, ma non gli stessi strumenti né le stesse priorità.
Il percorso viene trasformato in indicazioni operative e micro-obiettivi da applicare nella vita reale. In questo modo è possibile concentrarsi su poche priorità alla volta, osservare cosa accade e raccogliere informazioni utili prima di introdurre nuovi cambiamenti.
Negli incontri successivi vengono valutati i risultati, le difficoltà e le risposte osservate. Ciò che funziona viene consolidato; ciò che non è efficace, sostenibile o più adatto alla situazione viene modificato.
Il percorso procede quindi per osservazione, applicazione e verifica: non per accumulo di regole, ma attraverso decisioni motivate e progressivamente adattate alla situazione reale.
Il percorso richiede una partecipazione attiva. Tra un incontro e l’altro sei tu a osservare cosa accade, sperimentare le indicazioni, raccogliere informazioni e portare feedback, difficoltà e cambiamenti. È da questo contributo che possiamo verificare ciò che funziona, capire cosa non sta funzionando e adattare il lavoro nel tempo.
Al termine di ogni consulenza vengono definiti micro-obiettivi e indicazioni personalizzate, così da avere chiaro su cosa concentrarsi e quali aspetti osservare prima dell’incontro successivo.
Dubbi, difficoltà e cambiamenti emersi durante il percorso diventano informazioni utili per comprendere meglio la situazione e orientare le scelte successive.
Piano alimentare, valutazioni della composizione corporea, strumenti educativi, integrazione o eventuali approfondimenti vengono utilizzati solo quando possono essere realmente utili rispetto alle priorità del percorso.
La frequenza degli incontri non segue necessariamente un intervallo identico per tutti. Può cambiare in base alla fase del percorso, alle priorità emerse e alla necessità di verificare o modificare il lavoro svolto.
La continuità non dipende quindi dal numero degli appuntamenti, ma dalla capacità di mantenere il lavoro collegato a ciò che accade realmente tra un incontro e l’altro.
Performance PRO e Performance LIFE nascono da esigenze molto differenti e vengono sviluppati con obiettivi, strumenti e modalità specifiche.
A unirli sono alcuni principi del lavoro: ascoltare la situazione di partenza, individuare le priorità, procedere attraverso micro-obiettivi, osservare ciò che accade e adattare progressivamente_ il percorso.
È rivolto agli atleti agonisti e costruisce il lavoro intorno ad allenamenti, carichi, calendario gare, recupero e prestazione.
Le strategie vengono adattate alle diverse fasi della stagione e alle risposte dell’atleta, con l’obiettivo di mantenere continuità tra preparazione, alimentazione e competizione.
È rivolto a chi convive con patologie autoimmunitarie, sensibilità alimentari, sintomi ricorrenti o difficoltà nella gestione dell’alimentazione.
Il lavoro aiuta a fare chiarezza tra sintomi, tolleranze, esclusioni e indicazioni ricevute, integrando quando appropriato l’Intuitive Eating Approach.
Non viene applicato lo stesso schema a situazioni diverse. Ogni percorso mantiene una propria identità e viene costruito in base alle esigenze, agli obiettivi e al momento della persona.
La prima consulenza serve a comprendere la tua situazione, chiarire ciò che vuoi ottenere e valutare se il lavoro proposto è adatto alle tue esigenze.
È anche il momento per confrontarci sulle difficoltà già incontrate, sulla motivazione al cambiamento e sulla possibilità di costruire un lavoro compatibile con le risorse e le condizioni attuali.